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Poggio di Otricoli

Poggio di Otricoli - AGRITURISMO DI CHARME

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Suja et Sujux et Sujorum

"...Per tre giorni continovi lo popolo de lo borgo, castello, contado et delle ubertose campagne de lo fiero castrum podii medii se disfideranno ne li giochi et governeranno le taberne co lo santo broccale de madonna filomena, per lo conforto de li voti stomaci et de le gole arse..."

Calvi dell'Umbria

Calvi dell'Umbria - AGRITURISMO DI CHARME

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Calvi dell'Umbria, l'antica Carbium, è anche definita "la Porta Felice dell'Umbria". Adagiata su uno sperone roccioso tra verdeggianti colline degradanti verso il Tevere, a ridosso del monte San Pancrazio, si erge a 410 metri sul livello del mare circondata da viti ed ulivi.

Distante da Otricoli solo 9 Km, è una terra antica, ricca di storia, di arte e di tradizioni. Già abitata nell'età del Bronzo, la sommità del monte San Pancrazio conserva i resti di un centro di culto del VI secolo. Il paese in sé ha invece origini romane, dimostrate dal ritrovamento di un'ara funeraria, monete ed altro.

Nel sec. XI Calvi divenne proprietà dell'Abbazia di Farfa, e fu dominio ininterrotto degli Orsini in quanto vicari del Papa, dominio che termina soltanto nel 1572. Continue e spesso violente e sanguinose furono le lotte con il vicino castello di Poggio per questioni riguardanti i relativi confini, tanto che per mettere pace tra i contendenti Callisto III dovette nominare un suo commissario. Nel 1798 le truppe di Francesco Pignatelli saccheggiarono il paese. Sotto Leone XII (1823-1829) avvenne il passaggio dalla giurisdizione della Sabina a quella della Diocesi di Narni. A questo si deve oggi la sua appartenenza alla regione Umbria. Salendo verso la piazza principale, si passa attraverso tipiche e pittoresche vie medioevali, tra antiche case, torri, archi e volte.

Arrivati in piazza, ci si trova di fronte all'elegante Chiesa di Santa Brigida, antistante il grande complesso monumentale del Monastero delle Orsoline, costruito nel 1744 assieme all'annessa Chiesa di San Antonio. In quest'ultima trova alloggio un pregevolissimo Presepe in terracotta policroma costituito da trenta figure, alcune in grandezza naturale, databile alla prima metà del XVI secolo. Autori dell'opera sembrerebbero, secondo la tradizione, i fratelli abruzzesi Giovanni e Raffaele da Montireale.

Di notevole interesse storico e artistico sono la chiesa a pianta ottagonale della SS. Trinità, eretta nella prima metà del '400, e la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta che conserva pregevoli dipinti. Calvi dell'Umbria è conosciuta anche come il paese dei presepi, e non solo a causa del presepe in terracotta di cui si è parlato. Infatti moltissime scene della natività, realizzate di recente in forma di murales da noti pittori italiani e stranieri, abbelliscono oggi i muri delle vecchie case. Come se non bastasse, durante il periodo natalizio, il paese ospita un famoso presepe vivente. Nel mese di maggio di ogni anno, hanno luogo fin dal medievo le cerimonie religiose e le rievocazioni storiche legate alla festa di San Pancrazio patrono del paese e protettore delle libertà comunali. Nel giorno del Corpus Domini viene stesa sulle vie ed i vicoli del centro storico una suggestiva e variopinta infiorata.

 

Orvieto

Orvieto - AGRITURISMO DI CHARME

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 Il Duomo di Orvieto, gioiello dell'arte gotica italiana, fu costruito sulle fondamenta di un tempio etrusco, dopo che erano state demolite la cattedrale di Santa Maria e la chiesetta di San Costanzo. La costruzione del Duomo, iniziata nel 1290, nacque dal bisogno di custodire il lino insanguinato del Miracolo di Bolsena e, soprattutto, dall'orgoglio degli orvietani di mostrare la loro grandezza. Ci sono dei dubbi sull'attribuzione dei disegni originali dell'edificio e della facciata: forse il primo capomastro della fabbrica del Duomo fu Fra' Bevignate da Gubbio (costruttore, insieme ai fratelli Pisano della Fontana Maggiore di Perugia) che probabilmente operò su disegni di Arnolfo di Cambio. Un ventennio più tardi assunse la direzione dei lavori Lorenzo Maitani (senese, detto il "Maestro Sottile" che, a causa di alcuni cedimenti sui muri perimetrali dell'edificio, dovette costruire due archi rampanti di sostegno (in parte ancora visibili), entro cui furono in seguito ricavate le Cappelle di San Brizio e del SS Corporale. Al Maitani sono anche attribuiti i bassorilievi sui pilastri della facciata e i disegni originali della stessa. E' comunque certo che l'artista senese conferì a tutto il complesso una impronta di rilievo cui i numerosi architetti e capomastri che lo seguirono dovettero riferirsi. Nel 1347 subentrò nella direzione dei lavori Andrea Pisano, cui forse seguì, nel 1359, Andrea di Cione detto l'Orcagna, cui è attributo lo splendido rosone. Seguirono Giovannino di Meuccio contadino e Antonio Federighi, che operò fra il 1451 e il 1456, inserendo sul paramento moduli di ispirazione ormai rinascimentale, come le dodici edicolette che si aprono sopra il rosone. Solo in pieno Cinquecento, con Michele Sanmicheli, si realizzarono la cuspide mediana e le due laterali, che, nonostante l'epoca, riflettono pienamente lo stile gotico originario. Stesso discorso per le guglie: quella alta di sinistra, realizzata a partire dal 1505 ed ultimata, da Ippolito Scalza, nel 1569; quella alta di destra, a partire dal 1516 e completata, da Antonio da Sangallo il Giovane, nel 1543. Terminerà la facciata Ippolito Scalza con la costruzione delle ultime guglie (1571-91). Così malgrado lo scorrere dei secoli, la facciata appare ancora oggi stilisticamente uniforme, come se fosse stata realizzata in pochi anni.

Cascata delle Marmore

Cascata delle Marmore - AGRITURISMO DI CHARME

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La Cascata delle Marmore è una cascata artificiale tra le più alte d'Europa, potendo contare su un dislivello complessivo di 165 m, suddiviso in tre salti (il primo, il più alto, è di 83 m). La cascata è formata dal fiume Velino che, in prossimità della frazione di Marmore defluisce dal lago di Piediluco e si getta nella sottostante gola del Nera. La cascata nasce per la particolare configurazione geologica della zona che aveva portato nel corso delle ere, causa il mancato deflusso del fiume, alla formazione di una palude stagnante, nociva per la salubrità dei luoghi. Nel 271 a.c., il console romano Manlio Curio Dentato ordina la costruzione di un canale (il Cavo Curiano) per far defluire le acque stagnanti in direzione del salto naturale di Marmore: da lì, l'acqua precipitava direttamente nel fiume Nera, affluente del Tevere. Tuttavia, la soluzione di questo problema ne creava un altro: in concomitanza delle piene del Velino, l'enorme quantità d'acqua trasportata dal Nera minacciava direttamente il centro abitato di Terni. Questo fu motivo di contenzioso tra le due città, tanto che nel 54 a.c. si giunse a porre la questione direttamente al Senato Romano: Terni era rappresentata da Cicerone, Rieti da Aulo Pompeo. La causa si risolse con un nulla di fatto, e le cose rimasero così per i secoli successivi. La mancata manutenzione del canale portò però ad una diminuzione del deflusso delle acque e ad un principio di impaludamento della piana reatina. Dopo varie peripezie, nel 1422, un nuovo canale venne costruito per ripristinare l'originaria portata del fiume (Cavo Reatino o Cavo Gregoriano, per via dell'intervento di Gregorio XII). Papa Paolo III, nel 1545, diede mandato ad Antonio da Sangallo il Giovane di aprire un altro canale, la Cava Paolina, che però riuscì ad assolvere il proprio compito solo per 50 anni. Si pensò allora di ampliare la Cava Curiana e di costruire un ponte regolatore, una sorta di valvola che avrebbe permesso di regolare il deflusso delle acque. Quest'opera fu inaugurata nel 1598 da Papa Clemente VIII, che aveva affidato l'incarico progettuale a Giovanni Fontana, fratello di Domenico; ovviamente, il canale prese il nome di Cava Clementina. Nei due secoli seguenti, l'opera creò non pochi problemi alla piana sottostante, ostacolando il corretto deflusso del Nera e provocando l'allagamento delle campagne circostanti. Per ordine di Papa Pio VI, nel 1787, il ternano Andrea Vici operò direttamente sui balzi della cascata, dandole l'aspetto attuale e risolvendo finalmente la maggior parte dei problemi. Nel XIX secolo le acque della cascata cominciarono ad essere utilizzate per la loro forza motrice: nel 1896, le neonate Acciaierie di Terni alimentavano i loro meccanismi sfruttando l'acqua del Cavo Curiano. Negli anni successivi, la cascata comincia ad essere sfruttata intensamente per la produzione di energia idroelettrica.

Ocriculum AD 168

Ocriculum AD 168 - AGRITURISMO DI CHARME

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“Mi chiamo Caius Julius Popilius, nel mese di Maius nel giorno dedicato a Saturno ante diem quartum decimum kalendas, mentre transitavo lungo la Flaminia proveniente da Roma, mi fermai nella bella e famosa Ocricolum sulle rive del Tevere. Oltrepassata una bellissima porta d’ingresso, affiancata da monumenti, mi imbattei in un accampamento romano della Legio Decima Gemina dove alcuni soldati si addestravano. Proseguendo sulla strada incontrai un meraviglioso anfiteatro: qui dei gladiatori si allenavano per i loro cruenti combattimenti tra urla indescrivibili. Uscito dall’anfiteatro mi ritrovai nel cuore di Ocricolum. Viddi le bellissime terme di Julius Julianus, con il meraviglioso mosaico della sala ottagonale, allietate da musici e danzatori, le botteghe degli artigiani lungo la Flaminia e qui mi fermai, presso la taberna Tiber, per un piccolo ristoro. Ripreso dopo poco il cammino passai per il Capitolium, davanti al palazzo del governatore, quindi viddi il meraviglioso e imponente teatro dove degli attori erano intenti nelle loro recitazioni di opere antiche. Discesi quindi verso il porto denominato dell’olio, sul Tevere, da dove partivano le merci e i tipici prodotti della città per Roma. Qui, sedutomi di nuovo a gustare l’olio sabino e il formaggio fresco dei pastori nella Taberna dell’Olio, rimasi incantato davanti ad uno scenario fantastico: il biondo fiume delicatamente abbracciava Ocricolum con sullo sfondo un esplosione di colori al tramonto…”.

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Roma, l'Anfiteatro Flavio

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Il nostro agriturismo inserito nel territorio dell'Umbria Meridionale

Il gruppo degli sbandieratori di Calvi dell'Umbria

Il gruppo degli sbandieratori di Calvi dell'Umbria - AGRITURISMO DI CHARME

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News da Calvi dell'Umbria (Terni)

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NARNI, San Giovenale

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Museo Eroli

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Narni SOTTERRANEA

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